Poesie-Sermoni ed altro:
Non Dire MAI…
Non dire mai per me non c’è speranza,
non dire mai per me non c’è salvezza,
perché, per te un uomo è morto sulla croce,
ha versato il suo sangue per darti la speranza di un domani migliore.
E li davanti a te che sta aspettando lui ti ama di un amore grande un amore che solo lui può dare, talmente grande che ha dato la sua vita per te!
Accetta Gesù nel tuo cuore butta via l’amarezza e la tristezza
e fai posto a Gesù nella tua vita fallo entrare e vedrai che non te ne pentirai lui riempirà la tua vita con la gioia e la voglia di vivere,
lui ti guiderà e ti guarderà come un padre guarda e protegge i propri figliuoli.
Questo farà Gesù nella tua vita e non potrai dire più,
“per me non c’è speranza”: ma ringrazierai giorno dopo giorno Gesù,
di aver versato il suo sangue anche per te.
Sorella Randazzo Pina
Sermone:
“NON SEI SOLO E NON PUOI RESTARE SOLO”
Tratto da:
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Matteo cap: 18, vers: 19 e 20 – “In verità vi dico anche: se due o tre di voi si accordano a domandare una cosa qualsiasi, quella sarà loro concessa dal Padre mio che è nei cieli. Poiché dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro”.
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Salmo 133 –“Quanto è buono e piacevole che i fratelli vivano insieme! È come olio profumato che, sparso sul capo, scende sulla barba, d’Aronne, che scende fino all’orlo dei suoi vestiti; è come la rugiada dell’Ermon che scende sui monti di Sion; là infatti il Signore ha ordinato che sia la benedizione, la vita in eterno”.
Caro fratello, cara sorella, caro amico, cara amica, stamani Dio vuole dirti che tu fai parte di un organismo spirituale.
L’organismo Spirituale comprende tutti i figliuoli di Dio nel mondo intero.
La teologia suddivide la Chiesa in:
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UNIVERSALE: i credenti di tutto il mondo;
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LOCALE: i credenti di un luogo circoscritto.
Davanti a Dio siamo un unico corpo, un’unica Chiesa che loda e glorifica il suo nome.
Ogni fratello e ogni sorella in Cristo Gesù ti appartengono e tu appartieni a loro. Noi ci apparteniamo!
Tu sei una persona preziosa davanti gli occhi di Dio.
Quando Dio guarda verso la Chiesa, egli non guarda solo globalmente ma guarda anche il singolo; il tuo Cuore! Ogni cuore è visitato da lui.
Nessuno può sfuggire al controllo di Dio.
Dio conosce e preconosce ogni cosa di noi, ogni desiderio, ogni pensiero, ogni paura.
Questo è qualcosa che ci deve rassicurare e ci deve rallegrare in quanto il nostro Padre Celeste, continuamente, vigila sulle nostre vite.
Noi siamo unici davanti a Dio ma possiamo integrarci attraverso lo Spirito Santo all’interno di un gruppo.
Il singolo non fa Chiesa!
Gesù stesso ha detto: “E SU QUESTA PIETRA FONDERÒ LA MIA CHIESA”.
Questo è il volere di Dio, questo è ciò che nasce dal suo cuore.
La Chiesa si crea quando un gruppo di credenti si uniscono per pregare, lodare, supplicare e così via, il nome del Signore.
Nel passo di Matteo leggiamo che quando 2 o 3 si riuniscono nel mio nome sono in mezzo a loro.
La tua vita si sviluppa verticalmente, cioè il tuo rapporto con Dio và dall’alto verso il basso e viceversa, ricordiamo che il rapporto personale con Dio deve essere primario, ma anche orizzontalmente, cioè deve esserci un rapporto con gli altri.
Un cristiano non può avere solo un rapporto verticale con Dio.
Noi siamo stati chiamati a salvezza, ad avere comunione con Dio e a stare in comunione con altri.
Nel salmo 133 emerge come sia piacevole vivere insieme ai fratelli.
Il nostro fratello, la nostra sorella è una persona preziosa per Dio, come la pupilla dei suoi occhi e bisogna pregare affinché essa lo possa divenire anche per noi.
Ciò che Dio vuole realizzare con il passo di Matteo su citato, è l’integrazione tra fratelli e con Dio.
La frase “quando due o tre si riuniscono nel mio nome” vuole dire quando due o tre si identificano con Dio cercando insieme la volontà sua e cercando insieme il suo volto. E in questo Dio ci sarà.
Ciò vuol dire che Dio si manifesta nell’unità; e noi fratelli dobbiamo unirci per godere insieme della sua presenza e delle sue benedizioni. Se ci si dirige in Chiesa per ricevere solo in modo egoistico, essendo indifferenti a ciò che ci circonda, da quel luogo si andrà via delusi.
Mentre se ci si propone assetati e bramosi di ricevere da Dio ma anche desiderosi di ricevere dai fratelli e dalle sorelle e si è nel contempo vogliosi di dare, ecco che da quel luogo si uscirà sazi.
La Chiesa è un organismo vivente!
Gli apostoli hanno ben capito cosa significasse la Chiesa e cosa Dio con quel termine volesse realizzare; infatti, in poco tempo, hanno rivoluzionato il mondo con l’annuncio dell’evangelo.
Cosa vuol significare pregare nel nome di Gesù?
Identificarsi nel nome di Gesù, questo vuol dire. Vuol dire che io conosco Gesù, sono cosa sua e gli appartengo e davanti al problema io andrò nel suo nome. Solo così le porte dell’inferno tremeranno e le sue fiamme svaniranno. Ma in questo nome bisogna crederci e bisogna soprattutto viverci per quel nome.
E nel credere e nel vivere per il Signore che si diventa una Chiesa viva.
La vita all’origine è una cellula vivente capace di moltiplicarsi 400 miliardi di volte divenendo un organismo vivente. Così Dio ha costituito la sua Chiesa: da una cellula vivente ( 2 o 3 riuniti nel suo nome) ma anche da 30 o da 300 purché ci si creda e si viva per lui. Ed ecco che in quell’insieme vi saranno segni, prodigi e miracoli.
Durante l’ultima cena Gesù dà la nuova alleanza, il nuovo patto. Subito dopo la cena, il maestro si piega al servo e inizia a lavare i piedi ai discepoli, umiliandosi e dando la sua vita per la loro salvezza.
Così noi! Dobbiamo essere pronti a sacrificarci per lui e ad umiliarci davanti la sua presenza.
Molte volte ci si può non sopportare, in realtà la stessa scrittura utilizza tale parola (sopportatevi gli uni e gli altri), ma essendo che facciamo parte di una famiglia in Cristo, il fratello sarà sopportato comunque con amore e se non ci si riesce si pregherà e si chiederà aiuto al Padre nel nome di Gesù. Lo si amerà così tanto che ad ogni suo grido correremo, perché così deve essere tra i fratelli in Cristo; così vuole il Padre.
Bisogna sopportare con amore!
Questo significa integrarsi, questo vuol dire quando 2 o 3 sono riuniti nel mio nome, questo vuol dire quanto è bello e piacevole vivere insieme.
Sempre nell’ultima cena ( Giovanni cap. 13 vers. 34 e 35) Gesù dà il comandamento per eccellenza: “Io vi do un comandamento che vi amate gli uni e gli altri. Compio vi ho amati, anche voi amatevi gli uni e gli altri. Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni e gli altri”.
Amarsi nel Signore, non significa stare insieme secondo per secondo, bensì amarsi significa che il mio fratello in Cristo dimora nel mio cuore, nei miei pensieri e nelle mie preghiere e quando ascolteremo un grido di aiuto noi saremo lì a sorreggerlo perché lui ci appartiene.
Dio ci vuole integrati, ma non vuole né parassiti né fannulloni.
Dio vuole che i suoi figli siano utili a lui e siano impegnati per il suo operato; ed è così che in mezzo a noi e per mezzo di noi si manifesterà.
NON SENTIRTI SOLO E NON CERCARE DI SERVIRE IL SIGNORE DA SOLO PERCHÉ NON CE LA FARAI SOLO. DEVI INTEGRARTI CON GLI ALTRI!!!!
SOLO COSÌ E CON FEDE RICEVEREMO BENEDIZIONE:
“QUANDO 2 O 3 SI RIUNISCONO NEL MIO NOME E CHIEDERANNO QUALCOSA QUESTA SARÁ CONCESSA”
AMEN, GLORIA A DIO